Negoziazione assistita: accordo di separazione e divorzio in tempi brevi

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14 07 2016

NUOVA PROCEDURA della NEGOZIAZIONE ASSISTITA 

Con il Decreto Legge 12.09.2014 n. 132, convertito con modifiche dalla Legge 10.11.2014 n 162, il legislatore ha introdotto nuove procedure alternative alla definizione contenziosa delle controversie, per decongestionare la mole di lavoro nei tribunali ed abbreviare i tempi necessari per la definizione delle liti. E’ data, infatti, alle parti, tra le quali sia insorto un contrasto di interessi, la possibilità di risolvere la lite in tempi brevi attraverso un procedimento “extragiudiziale”, quindi al di fuori dalle aule di giustizia, che si svolge all’interno dello studio legale dei propri avvocati di fiducia. Con l’assistenza degli avvocati le parti potranno raggiungere una soluzione conciliativa che soddisfi al meglio gli opposti interessi, con accordi che producono gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali.

Anche in materia di separazione e divorzio è possibile ricorrere a tale nuova procedura. Infatti all’art. 6 la legge prevede che i coniugi, i quali abbiano intenzione di porre fine al proprio rapporto di coniugio, possano intraprendere la procedura facoltativa della Negoziazione Assistita, in via alternativa ai procedimenti giudiziali previsti in materia di diritto di famiglia; e tale possibilità è data sia in assenza che in presenza di figli (minori o maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti). 

Attraverso tale procedura il coniugi possono raggiungere una soluzione consensuale di:
  • Separazione personale;
  • Cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio;
  • Modifica delle condizioni di separazione e divorzio (precedentemente stabilite).
RUOLO DEGLI AVVOCATI

La legge prevede che la negoziazione sia “assistita” da almeno un avvocato per parte. L’avvocato ha prima di tutto il dovere di:
  • Informare le parti dell’esistenza della procedura di Negoziazione Assistita;
  • Tentare la conciliazione tra i coniugi;
  • Informare le parti della possibilità di ricorrere alla mediazione familiare, utile ai coniugi per superare il conflitto e la difficoltà di dialogo che tra gli stessi possa determinarsi nel corso della crisi coniugale;
  • Informare le parti, in presenza di figli, dell’importanza per i minori di trascorrere tempi adeguati con ciascuno dei genitori.
Nel corso della procedura, poi, gli avvocati hanno il ruolo determinante di guidare le parti a raggiungere un accordo che contemperi in modo equo gli opposti interessi in gioco, mettendo a disposizione la propria competenza tecnica in ambito giuridico affinché l’accordo raggiunto sia:
  • Efficace giuridicamente, producendo gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali in materia (omologa della Separazione e sentenza di accoglimento del ricorso per Divorzio);
  • Conforme alle norme imperative e di ordine pubblico, e non in violazione dei diritti indisponibili;
  • Rispondente all’interesse di eventuali figli (minori, o maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti).

Gli Avvocati hanno altresì: il potere di autentica e di certificazione dell’autografia delle firme delle parti apposte alla Convenzione, all’Accordo, alla Dichiarazione di Mancato Accordo; il potere di autenticare le copie conformi all’originale dell’Accordo; il potere di certificare la conformità della Convenzione e dell’Accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico.

RUOLO DELLE PARTI

Sono, invero, le parti personalmente, guidate dagli avvocati, le assolute protagoniste della Negoziazione; sono esse che compiono la “scelta negoziale” finale, espressa nell’accordo conclusivo, poiché sono i coniugi gli unici a conoscere effettivamente e direttamente le esigenze e i bisogni propri e della propria famiglia.
Sono le parti stesse che scandiscono i tempi degli incontri e il tempo totale della procedura, per la quale è fissato sì, un termine minimo di un mese dalla sottoscrizione della convenzione e massimo di 3 mesi (prorogabili di 1 su accordo delle parti), ma l’impegno assunto sia dalle parti che dai propri avvocati, sottoscrivendo la Convenzione, di agire in buona fede, lealtà e correttezza, consentirà di arrivare a una soluzione condivisa, che soddisfi gli interessi di tutti i soggetti della famiglia coinvolti, in tempi brevi e a costi contenuti. 
 
La competenza e professionalità degli avvocati nella gestione del conflitto, è di enorme importanza affinché i coniugi dialoghino sui punti essenziali degli accordi da prendere, senza alimentare i contrasti e i disaccordi inevitabilmente presenti nella coppia che si trova a vivere una crisi coniugale, e che si troverà ad affrontare in modo costruttivo le criticità che hanno forse anche determinato la crisi stessa. 

ASPETTI PRATICI DELLA PROCEDURA

Con la nuova procedura il coniuge che vuole separarsi (o divorziare o modificare le condizioni della propria separazione o divorzio) ha la possibilità, affidandosi al proprio legale di fiducia, di dare inizio alla Negoziazione, che è costituita da tre fasi fondamentali:
  1. L’invio,da parte dall’avvocato del coniuge che intende iniziare la procedura, di un Invito scritto all’altro coniuge, in cui si comunica la volontà di intraprendere la negoziazione assistita;
  2. La sottoscrizione di una Convenzione tra le parti e gli avvocati, con cui tutti si impegnano ad agire secondo correttezza, lealtà, buona fede e riservatezza ed a partecipare agli incontri che si svolgeranno per “negoziare”, in un tempo massimo di 3 mesi (prorogabili di 1 mese su accordo delle parti);
  3. La sottoscrizione dell’Accordo finale raggiunto a seguito dei vari incontri svolti, dove vengono definite le condizioni della separazione relative alla casa coniugale, il mantenimento e l’affidamento dei figli, qualora ci siano. 
Si possono verificare le ipotesi di non adesione dell’altro coniuge oppure di non raggiungimento dell’accordo. In questi casi le parti saranno libere di adire la procedura giudiziaria. Nel caso di esito positivo della procedura, l’Accordo Negoziale raggiunto verrà sottoposto dagli avvocati, al vaglio del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente, in un termine massimo di 10 giorni dalla sottoscrizione. 
 
Tale autorità provvederà a verificare la regolarità formale della procedura, il rispetto degli obblighi di informazione degli avvocati, la corrispondenza dell’accordo alle norme di ordine pubblico e quelle relative ai diritti indisponibili, e nel caso di presenza di figli, il rispetto del supremo interesse degli stessi.
 
Accertata la regolarità, il Procuratore rilascerà:
  • Il “Nulla Osta”, in mancanza di figli; 
L’”Autorizzazione” in caso di presenza di figli.
 
Per figli si intende, come sopra già specificato: figli minori, o maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave, ovvero maggiorenni economicamente non autosufficienti.
 
Ottenuto il nulla osta o l’autorizzazione, a seconda dei casi, l’avvocato trasmetterà l’Accordo all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto, che provvederà alla trascrizione dell’Accordo negli Archivi di Stato Civile.


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